Vai al contenuto

Bauhaus

Com’è nato, cos’è oggi.

Il Bauhaus è nato in un periodo, fine ottocento, in cui si sviluppò l’esigenza di “creare una cultura del popolo, per il popolo“ che coinvolgesse praticamente tutti i movimenti di rinnovamento culturale.
Tutta l’Europa centrale e l’Inghilterra furono determinanti nei processi di sviluppo del movimento.

Walter Gropius può esserne considerato il fondatore, entrato in una delle più importanti istituzioni della Germania, la Deutscher Werkbund, associazione di architetti, artigiani, industriali, docenti e scrittori, fondata da H. Muthesius nel 1907 a Monaco, che aveva lo scopo di «nobilitare il lavoro industriale».

Walter Gropius

Gropius era cresciuto nella sua reputazione con il progetto dello stabilimento “Fagus” ad Hannover, nel quale sostituì la facciata in mattoni con una facciata continua in vetro.

Walter Gropius, primo direttore della scuola, ebbe l’incarico di dirigere l’istituto con lo scopo di ricucire la frattura tra l’arte e l’artigianato, si sarebbe dovuta riunire “una nuova comunità di artefici, senza le distinzioni di classe che provocano un’arrogante barriera tra artigiano e artista” come Gropius scriveva nell’aprile del 1919.

L’istituto Bauhaus avviò il programma per creare “la casa del futuro”.
Bauhaus quindi una scuola, un istituto divenuto stile e corrente, dove l’interdisciplinarietà rappresentava l’elemento fondante del progetto.

E’ passato un secolo dall’“Idea Bauhaus“ che privilegiava, sia in teoria che in pratica, in campo tecnico ed economico, la forma di ogni oggetto sulla base delle sue funzioni, eliminando tutto quello che era decoro e ornamento.
Un approccio creativo dalle linee semplici, pulite ed eleganti, spogliato dalle decorazioni, dove anche la scelta dei materiali, adattabilità e funzionalità, guidano la forma.

L’oggetto determinato dalla sua essenza funzionale, dove appunto forma ed estetica si fondono in un unico prodotto, con l’obiettivo di durevolezza, economicità, essenzialità.

Oggi, il New European Bauhaus, un premio .

Oggi il “New European Bauhaus” è un progetto che ha lo scopo di favorire nuovi orizzonti di confronto e sperimentazione attraverso il dialogo tra progettisti, operatori di settore e produttori, al fine di stimolare la crescita di nuovi mercati e modelli economici, attingendo dalle opportunità di finanziamento esistenti e future, come i Piani Nazionali di Ripresa e Resilienza, che nelle loro applicazioni locali si fanno precursori di massicci interventi di riqualificazione e rigenerazione dei contesti urbani.

Rappresenterà nei prossimi decenni di transizione, con l’obiettivo di dimostrare come l’innovazione sostenibile possa offrire esperienze concrete e positive nella nostra vita quotidiana.

Un movimento quindi con rinnovati canoni, sia di progettazione che di visione della qualità architettonica, per ripensare alle nostre città, rendendole più vivibili, funzionali ed inclusive.

I nuovi canoni fissati dall’Europa sono oggi la sostenibilità e l’economia circolare, la qualità dei materiali, l’estetica e l’inclusione socio-economica dei cittadini rispetto al progetto.

Il movimento Bauhaus quindi in una veste rinnovata e rafforzata del concetto di sostenibilità, accanto a quelli di estetica e accessibilità.

La Presidente della Commissione Europea Von Der Leyen ha dichiarato:

Se il Green Deal europeo ha un’anima, allora è il New European Bauhaus che ha portato a un’esplosione di creatività in tutta la nostra Unione.”

“Voglio che Next Generation EU faccia partire un’ondata di ristrutturazioni in tutta Europa e renda l’Unione capofila dell’economia circolare. Ma non è solo un progetto ambientale o economico: dev’essere un nuovo progetto culturale europeo.

Come funziona il Premio New European Bauhaus?

Designers, architetti, artigiani, ingegneri, scienziati e creativi concorrono per l’assegnazione del premio, presentando progetti che rientrino nelle tre dimensioni chiave del programma portante dell’Europa nei prossimi sette anni.

Le tre dimensioni chiave della prima fase sono:

• sostenibilità per un’architettura circolare dei programmi a basso impatto ecologico
• estetica esperienziale oltre la funzionalità
l’inclusione come accessibilità fisica, sociale ed economica.

Sono ugualmente tre le fasi, come le dimensioni, del premio New European Bauhaus.
La prima è quella della progettazione collettiva, una sorta di co-design, coinvolgimento attivo di progettisti e progettiste.
La seconda fase avrà come obiettivo il condurre a termine i progetti.

La terza fase dovrà ampliare le idee e le azioni emerse, cercando di raggiungere un pubblico più vasto in Europa e nel mondo.

Dal prossimo gennaio 2023 infatti, verrà lasciato spazio alla diffusione e condivisione delle buone pratiche, dinamiche fondative del Bauhaus, ad un pubblico il più ampio possibile, con il preciso scopo di formare e ispirare la futura nuova generazione di architetti e designer.

Il desiderio e l’augurio è dunque che il nuovo Bauhaus, visione per un futuro capace di coniugare bellezza, sostenibilità ed inclusione, si faccia precursore di una nuova stagione trasformando il modello di progettazione per i decenni a venire.

La partnership con IN|Arch.

Ecco che IN/ARCH Istituto Nazionale di Architettura, aderisce naturalmente al programma New European Bauhaus attraverso una partnership ufficiale, poiché come dicevo, Sostenibilità, Estetica, ed Inclusione, sono le tre parole che da sempre caratterizzano le attività dell’Istituto Nazionale di Architettura, sposalizio quindi perfetto al programma del New European Bauhaus.

Il New European Bauhaus è un’iniziativa creativa e interdisciplinare che collega il Green Deal europeo ai nostri spazi ed esperienze di vita, dove IN|Arch avrà l’opportunità di aprire dibattiti, gruppi di lavoro e studi sull’architettura intelligente e sostenibile.

IN|Arch Nazionale, insieme alle sezioni regionali, sarà capace di cogliere l’iniziativa New European Bauhaus, invitando tutta la comunità, professionisti e società civile, a immaginare e costruire insieme un futuro sostenibile ed inclusivo.

Segretario INArch Toscana

𝗦𝗘𝗚𝗥𝗘𝗧𝗔𝗥𝗜𝗢 𝗚𝗘𝗡𝗘𝗥𝗔𝗟𝗘 – Sandra Gambassini. Superato la vecchia visione che il professionista del futuro debba avere per forza mura e uffici fisici, dopo essermi sempre occupata di comunicazione, sia quando ho lavorato in proprio nel settore turistico, che quando ho ricoperto ruoli di responsabile di settore presso grandi aziende, creo nel 2018 un’agenzia di comunicazione 100%online: Pathos Comunicazione. Ideatrice creator di strumenti di comunicazione come "PathosMag" il magazine delle aziende, pubblicazione interamente online, reputo il mio lavoro una sfida contemporanea, un dialogo continuo con gli altri che richiede una grande passione per il proprio lavoro.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.